Perchè non ci piace sentire la nostra voce registrata?

4 gennaio 2016
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“È così innaturale e strana, decisamente no, non sono io.”

Sappiate che c’è una buona ragione se ci imbarazza e disgusta la nostra voce ripetuta al registratore (non parlo di voi, cari narcisisti): siamo così abituati a sentire la nostra voce da dentro il nostro corpo che ascoltarla da fuori la fa suonare terribilmente strana.

Il video di Mental Floss spiega come elaboriamo i suoni della nostra stessa voce in modo diverso dal resto perché dobbiamo elaborare due canali audio contemporaneamente. Sentiamo la nostra voce in modo diverso da come la sentono gli altri perché la voce ascoltata dalle altre persone ha attraversato solo l’aria prima di raggiungere le orecchie. I suoni emessi da noi stessi, invece, oltre che attraverso l’aria, si trasmettono anche attraverso le ossa e i tessuti, dalla laringe alla coclea, l’organo sensitivo dell’orecchio, e le onde sonore assumono frequenze diverse attraversando l’aria o un mezzo solido e quindi la voce ha un timbro diverso.

Oltre a suonare strana, però, è molto probabile che la voce registrata non piaccia: e questo è il risultato del fatto che, una volta posti davanti alla “cruda realtà”, percepiamo la nostra voce come estranea, non familiare. Se siete però musicisti o persone che lavorano molto con le proprie corde vocali, siete molto più esposti al suono della vostra voce per via aerea – il che rende più facile abituarsi alla cosa. Un po’ come accade quando guardandosi in fotografia non ci si piace: ci si percepisce in maniera differente dal solito, in quanto nell’immagine della foto il cervello vede qualcosa che si discosta dall’abituale riflesso sullo specchio: siamo capovolti.

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