Le bufale storiche che crediamo vere sul corpo umano

11 dicembre 2015
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Tramandate dai nonni e ancor da prima, ci sono tutta una serie di credenze che riteniamo veritiere ma che, con studi e ricerche (a volte molto specifiche) si è scoperto siano nient’altro che false credenze. Come gli spinaci che contengono poco ferro, vi portiamo dinnanzi al fatto che alcune delle cose che vi hanno insegnato sul corpo umano, sicuramente sono false.

LA LINGUA SENTE I SAPORI IN ZONE DIVERSE.

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Sin dalle elementari ci insegnano che la lingua è suddivisa in superfici di concentrazione di differenti tipi di papille: qui senti il dolce, qui l’acido, qui l’amaro… Falso, i gusti si sentono indifferentemente su tutta la superficie della lingua, grazie alle papille linguali, che si dividono in pochi tipi specializzati principalmente in gusto e tatto:  il calice gustativo, nascosto all’interno delle papille fungiformi, è sensibile a più sapori (dolce, amaro, salato, aspro e umami – glutammato) codificati da diverse fibre nervose; mentre le papille filiformi sono deputate al tatto. Basta intingere la punta della lingua nella saliera per sentire subito il gusto del sale, proprio nella punta dove “dovrebbe” esserci la sensazione del dolce, secondo la credenza.

La falsa credenza risale al 1901, quando fu pubblicato un articolo scritto da David Hanig, scienziato tedesco, nel quale si raccontava come la sensibilità ai sapori di alcuni volontari fosse più intensa in alcune aeree piuttosto che in altretradotto poi male da Edwin Boring, nel 1942, che introdusse proprio la differenziazione delle parti della lingua. Solo nel 1974 Virginia Collings, eseguì approfonditi esperimenti che stabilirono che  la lingua è in grado di essere recettiva a ogni sapore su tutta la sua superficie.

 

UNGHIE E CAPELLI CONTINUANO LA CRESCITA ANCHE DOPO LA MORTE

shutterstock_36734245Un altro falso storico di grandezza incommensurabile è quello di ritenere che unghie e capelli, continuino ad allungarsi e crescere dopo la morte. Ma è la pelle che disidratandosi si ritira esponendo maggiormente le unghie e facendole sembrare più lunghe. Dopo la morte le cellule del nostro corpo iniziano a morire,perchè con il blocco cardiaco e diaframmatico non arriva più sangue e ossigeno ai tessuti. Senza ossigeno non c’è produzione di zuccheri, il carburante per la crescita cellulare.Per quanto riguarda specificamente le cellule che producono le unghie, si è calcolato che interrompano la loro attività circa 12 ore dopo la morte,  tempo non sufficiente perché si possa notare una qualsiasi crescita, visto che in media un’unghia si allunga di poco meno di 0,1 mm al giorno.

USIAMO SOLTANTO IL 10% DEL CERVELLO.

10% cervello

Il cervello è un organo incredibilmente complesso, svolge le funzioni più disparate ed è , sopratutto, incredibilmente dispendioso dal punto di vista energetico (oltre il 20% delle calorie bruciate in un giorno) ed evolutivo: non avrebbe senso avere un tale surplus di cellule nervose inutilizzate, sopratutto perchè le cellule non utilizzate nell’organismo vanno incontro ad atrofia. Il falso mito ha avuto origine nelle dichiarazioni dello psicologo William James, secondo il quale sfruttiamo solo una piccola parte delle nostre risorse mentali ma le avanzate tecniche di imaging cerebrale hanno smentito la teoria, mostrando che gran parte del cervello è coinvolta anche durante le attività più semplici, come dormire. La percentuale ha senso solo se si pensa alla natura delle cellule del cervello, costituite per il 90% da cellule gliali, con la funzione di nutrimento e supporto per un 10% di neuroni.

SCROCCHIARE LE DITA FA VENIRE L’ARTRITE.

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Falso. Un medico americano, Donald Unger, lo ha dimostrato recentemente effettuando un lunghissimo esperimento su se stesso, durato oltre 60 anni. Per  questi 60 anni infatti, ha fatto scrocchiare tutti i giorni più volte al giorno le dita della sola mano sinistra. Il suo esperimento ha vinto nel 2009 il Premio IgNobel per la Medicina. Le articolazioni delle nostre dita sono immerse in un liquido chiamato fluido sinoviale, che ha lo scopo di nutrire i tessuti e lubrificare le giunzioni articolari: quando muoviamo le dita, il fluido rilascia dei composti  gassosi che riempiono lo spazio vuoto nei punti di giuntura, andando a formare piccole bolle. Quando si scrocchiano le dita, la pressione nel fluido si abbassa di colpo e le bollicine d’aria esplodono dando origine a una miriade di bollicine più minute, che impiegano poi un tempo considerevole a ricomporsi. Per questo motivo occorre attendere prima che il fenomeno possa ripetersi.

LE MACCHIE BIANCHE SULLE UNGHIE INDICANO CARENZA DI CALCIO.

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Probabilmente sono un po’ antiestetiche, ma non indicano una carenza di calcio nel nostro organismo. Di questo i medici sono convinti, anche grazie a uno studio condotto dall’Università di Cardiff. Dopo aver analizzato le macchie presenti sulle unghie di 82 studenti e le loro abitudini alimentari, i ricercatori hanno stabilito che non c’è correlazione tra il difetto e l’apporto di calcio nella dieta.
Secondo i dermatologi, infatti, le macchie bianche sono nella maggior parte dei casi il risultato di piccoli traumi: bolle d’aria che si formano se si colpisce la matrice dell’unghia, cioè il tessuto che produce la lamina ungueale ed è nascosto sotto pelle, dietro la lunetta bianca. Il nome scientifico delle macchie, comunque, è “leuconichia”. E sono innocue: basta aspettare che l’unghia cresca per vederle scomparire.

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