Pozione medievale contro i batteri multi-resistenti

11 maggio 2015
By

Aglio, ali di pipistrello, polvere magica et voilà.

Quando si tratta di medicina il vecchio è sempre peggio? A breve potrebbe cambiare la nostra concezione di “medicina superata” grazie ad un intruglio medievale. Spesso infatti viene da pensare che siam ormai troppo all’avanguardia per guardare i rimedi dei nostri avi, ma questo non è certo il pensiero di Freya Harrison, una microbiologa dell’Università di Nottingham che, per realizzare il suo progetto, ha coinvolto nel suo team anche Christina Lee, una docente specializzata in storia anglosassone.

L’intruglio “miracoloso” è stato scoperto in un manoscritto del X secolo, il Bald’s Leechbook, un antico testo di medicina conservato presso laBritish Library e, secondo il testo,  il Medicinale Anglicum (noto anche come Bald’s Leechbook, che tratta di varie malattie) un rimedio in particolare ha attirato l’attenzione dei ricercatori della University of Nottingham e riguarda la terapia delle infezioni oculari. Ovviamente non è certo da sottovalutare l’importanza delle cure antiche, in quanto raramente erano dovute a superstizione, ma spesso derivano da un processo di prove ed errori (trial-and-error, per dirla all’inglese).

codice2

Parliamo infatti di un ipotetico rimedio contro il superbatterio MRSA (Staphylococcus aureus resistente alla meticillina), uno degli agenti patogeni più temuti soprattutto in ambiente ospedaliero per via della sua antibiotico-resistenza, un fenomeno diffuso in tutto il mondo sempre più preoccupante, con la resistenza a varie classi di antibiotici, anche a quelli considerati da ultima risorsa.

Secondo il Bald’s Leechbook la “pozione” deve contenere aglio, cipolla o porro, vino e bile di mucca, e il mix necessita di riposare in un recipiente di ottone per nove giorni alla temperatura di 4 gradi. Nulla di particolare se non fosse che Harrison e colleghi hanno cercato di seguire le istruzioni alla lettera, ma scovare ingredienti qualitativamente simili agli originali è tutt’altro che un’impresa facile. Per l’alcol, ad esempio, è stato utilizzato per necessità un vino biologico di vecchia annata, mentre le difficoltà nello sterilizzare il contenitore di ottone sono state aggirate immergendo dei sottili fogli metallici nella miscela. Al termine dei nove giorni gli scienziati hanno osservato che tutti i batteri introdotti nella mistura insieme al porro e all’aglio, erano stati debellati. Come ha spiegato la Harrison: «Si è trattato di un processo di auto-sterilizzazione. Ed è stato il primo sentore che questa idea folle potesse avere qualche utilità». Il composto magico – diventato dopo tutti questi giorni una melma tutt’altro che profumata, è stato quindi testato in vitro, su campioni di pelle prelevati da topi infettati con stafilococchi resistenti alla meticillina. Ed ecco l’eccezionale responso: il rimedio medievale ha ucciso il 90% dei batteri, lo stesso risultato ottenuto trattando il ceppo con vancomicina (l’antibiotico generalmente utilizzato contro MRSA) in un successivo test di controllo.

Il meccanismo d’azione non è ancora noto, ma si pensa derivi da alcune reazioni chimiche che si ottengono nei vari passaggi della creazione della pozione.

Tags: , , , , , , , , , ,

Lascia un Commento

Human Health Resources