Bevande gassate: bere per invecchiare?

28 ottobre 2014
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“Il consumo regolare di bevande dolci gassate potrebbe influenzare lo sviluppo di patologie, non solo affaticando il controllo metabolico degli zuccheri da parte del corpo, ma anche accelerando l’invecchiamento dei tessuti,” Prof.ssa  Elissa Epel, Univesity of California, San Francisco.

 

E’ da tempo che ci si domanda specificatamente come e in che modo il consumo di bevande dolci e gassate possa influire sul nostro organismo. Le congetture in merito, vere o false sono fin troppe, ed è uno di quegli argomenti in cui si rischia senza mezze misure di trovarsi nel mezzo di una sfida tra studi scientifici e leggende metropolitane.

Le ultime novità in merito risalgono al 16 ottobre appena passato, quando i risultati di un recente studio  sono stati pubblicati online presso l’American journal of public health.

Soda and Cell Aging: Associations Between Sugar-Sweetened Beverage Consumption and Leukocyte Telomere Length in Healthy Adults From the National Health and Nutrition Examination Surveys

I risultati questa volta hanno preso in considerazione un campione di circa 5000 persone aventi tra i 20 e i 65 anni di età. E’ stato chiesto loro quale fosse il loro consumo giornaliero di bevande gassate dolci ed è stato poi prelevato loro un campione di DNA in modo da permettere le analisi necessarie per avere i dati essenziali.

E’ stato evidenziato come possa esserci una diretta correlazione fra consumo di bevante gassate ad elevato contenuto di zuccheri e invecchiamento cellulare.

Come abbiamo già affermato all’inizio tali prodotti sono sempre stati sotto accusa data la loro correlazione con lo sviluppo di patologie quali il diabete e l’obesità, ma è la prima volta che viene evidenziato un collegamento con l’invecchiamento cellulare.
In base ai dati raccolti si è evidenziato come le cellule esaminate (Globuli bianchi), presentassero uno stato d’età più avanzato di circa 4,6 anni in coloro che ammettevano di consumare circa 350 ml di bevanda giornalmente, rispetto a coloro che invece hanno ammesso di non farne uso e che non presentavano infatti modificazioni di sorta rispetto a quanto ci si sarebbe aspettato in base alla loro età.

Ma scendiamo ora nei particolari. A destare il campanello d’allarme dei ricercatori è stato un evidente accorciamento dei telomeri, che non sono altro che la parte terminale dei cromosomi e possiedono un ruolo fondamentale nell’evitare la perdita di informazioni durante la loro duplicazione.  Sono diversi gli studi che hanno dimostrato che il progressivo accorciamento dei telomeri ad ogni ciclo replicativo sia associato all’invecchiamento cellulare  e un accorciamento precoce  era presente in coloro che hanno ammesso un consumo maggiore di bevande gassate.

“Questo studio sulle bevande gassate pone in realtà il problema: se stiamo vedendo questa apparente implicazione di tali bevande nell’accorciamento dei telomeri in diversi adulti, cosa può significare questo per i nostri bambini? Può essere uno dei motivi principali per cui abbiamo una così vasta incidenza non solo di obesità in età adulta, ma con esordio precoce. Le bevande gassate possono essere il colpevole invisibile,” Prof.ssa Epel.

Telomeri e invecchiamento

E’ stato comunque sottolineato che per ora si tratta solo di un’associazione, non di una sentenza vera e propria. Ciò nonostante è stato innegabile un collegamento causa/effetto abbastanza immediato. Inoltre la prof.ssa Epel, parlando dei veri responsabili, ha evidenziato come il reale colpevole possa essere lo zucchero contenuto nelle bevande gassate che, portando a stress ossidativo e infiammazione, scatena la tempesta perfetta per l’accorciamento dei telomeri.

E’ vero che lo studio ha dei limiti, sia per il tipo di campione preso in esame, sia per il fatto che le dichiarazioni di consumo sono state dichiarate senza un controllo effettivo del regime alimentare degli intervistati.

Secondo anche altri ricercatori non direttamente impegnati nello studio , quali David Jacobs, resta interessante la correlazione sempre più marcata fra consumo di zucchero e telomeri, ma non va dimenticato che servirebbe uno studio a lungo termine con dei follow up (controlli sui pazienti) più precisi e continui per avere dei dati affidabili.

Infine la prof.ssa Epel ha confermato la voglia di approfondire con altri studi la questione, focalizzandosi sugli zuccheri e cercando una ulteriore correlazione con l’accorciamento dei telomeri.

 

 

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