Cardiopatie e vaccini antinfluenzali: meglio farli?

22 ottobre 2014
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Come ogni autunno siamo arrivati nel periodo dell’anno in cui principalmente si sente parlare di vaccino antinfluenzale. Come indicato infatti da Ministero della Salute, il momento ideale per vaccinarsi, in base alla nostra situazione  climatica e all’andamento temporale mostrato dalle epidemie in Italia, è quello che va da metà Ottobre a Dicembre inoltrato.

I ceppi identificati per il nostro emisfero sono i medesimi della stagione 2013-14, motivo per il quale gli antigeni scelti per la composizione del vaccino restano gli stessi dello scorso anno:

- antigene analogo al ceppo A/California/7/2009 (H1N1) pdm09;
– antigene analogo al ceppo A/Texas/50/2012 (H3N2);
– antigene analogo al ceppo B/Massachisetts/2/2012.

Diversi studi medici precedenti mostrano che le persone sottoposte al vaccino hanno potuto beneficiare anche della protezione indiretta verso la cardiopatie. Ad esempio, si è potuto evidenziare come le possibilità di avere un infarto l’anno dopo la vaccinazione siano drasticamente diminuite al 50%.
L’esistenza di questo meccanismo di protezione cardiaca conseguente al vaccino è stata confermata da tempo, anche se rimaneva da chiarire l’esatto modus operandi che è rimasto sconosciuto fino a poco tempo fa.
Un nuovo studio, pubblicato di recente (19/07/2014) ha finalmente messo in luce tale meccanismo.

Influenza vaccine as prevention for cardiovascular disease: Possible molecular mechanism

Secondo i risultati evidenziati è emerso che il vaccino stimola il sistema immunitario alla produzione di anticorpi che si attivano in alcuni processi cellulari. Tali processi portano alla produzione di molecole adibite a proteggere il cuore. L’esito dello studio lascia ben sperare gli scienziati sui futuri possibili sviluppi di tale scoperta, che riguarderebbero la creazione di un vaccino contro le cardiopatie.

“Anche se l’effetto protettivo del vaccino antinfluenzale contro le cardiopatie è noto da qualche tempo, è stata fatta poca ricerca per trovare cosa lo causa. Il meccanismo da noi proposto potrebbe potenzialmente essere sfruttato in un vaccino contro le malattie cardiache, e abbiamo intenzione di indagare ulteriormente,” ha detto il dottor Veljkovic, Istituto Vinca, Belgrado, l’autore principale del nuovo studio.

I ricercatori hanno evidenziato una proteina, la bradichinina 2 (BKB2R), un recettore coinvolto in processi cellulari che si occupano della protezione cardiaca. Gli anticorpi che si sviluppano in seguito alla vaccinazione antinfluenzale attivano tale proteina e di conseguenza i processi a lei coinvolti.
Durante lo studio sono stati analizzati 14 ceppi influenzali, utilizzati di recente nei vaccini. Di questi, sono 4 quelli che hanno destato la curiosità dei ricercatori, che hanno intenzione di approfondire in merito, sperando di poter sviluppare grazie ad essi dei potenziali vaccini specifici per le malattie cardiache.

  “Il tasso di somministrazione dei vaccini per l’influenza è deludente, anche nei paesi sviluppati”, ha aggiunto il dottor Veljkovic “Ci auguriamo che i nostri risultati incoraggino più persone a farsi vaccinare prima dell’inizio della stagione.”


 

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